Quello che impariamo da piccoli
ci accompagna da adulti.
Nelle scelte che facciamo.
Nel lavoro a cui aspiriamo.
Nelle relazioni che costruiamo.
Se devi giustificare dove sei, con chi sei o cosa fai, non è protezione: è controllo.
Se qualcuno decide come devi vestirti, truccarti o mostrarti, non ti sta valorizzando: ti sta limitando.
Se ti chiedono l’accesso ai messaggi, ai social o alle password, non è fiducia: è sorveglianza.
Non restare in silenzio, chiama il 1522.
È un servizio gratuito e anonimo, a cui rispondono operatrici che ti ascoltano, ti aiutano a capire cosa sta succedendo e ti spiegano cosa puoi fare.
Non devi sapere già tutto, puoi chiamare anche solo perché hai un dubbio.
La fiducia non ha bisogno di prove costanti, l’amore non invade
i tuoi spazi e il silenzio ti isola: per questo parlare è importante.
Rompere il silenzio è il primo passo per proteggerti.
Anche il dubbio conta
Non devi sapere già se è violenza e non devi aspettare che peggiori. Se qualcosa ti mette pressione, ti confonde o ti fa sentire sotto controllo, è già abbastanza per chiedere aiuto. Chiamare non significa denunciare, significa non restare sola.
Se vuoi parlare di persona con una professionista, puoi trovare il Centro Antiviolenza più vicino a te.
Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS - Via Palestro 68, 00185 Roma - Codice Fiscale 015 619 205 86
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Quello che impariamo da piccoli
ci accompagna da adulti.
Nelle scelte che facciamo.
Nel lavoro a cui aspiriamo.
Nelle relazioni che costruiamo.
Quando chiami
· Ti risponde un'operatrice formata.
· Puoi restare anonima.
· Nessuno viene informato senza il tuo consenso.
· Puoi chiedere informazioni, consigli, orientamento.
· Puoi parlare anche solo per chiarire un dubbio.
Cosa puoi fare adesso
· Fermati e riconosci quello che stai provando.
· Non minimizzare il tuo disagio.
· Contatta il 1522, anche solo per capire meglio.
· Se sei in pericolo immediato, chiama il 112.
L’azione dell’UNICEF si fonda sulla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ratificata dall’Italia con Legge n.176/1991, che garantisce pari diritti a tutte le bambine e a tutti i bambini.
A livello nazionale, il riferimento è il Piano Strategico Nazionale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza domestica 2025-2027, basato su quattro assi: prevenzione, protezione e sostegno, perseguire e punire, assistenza e promozione.
Il quadro resta ancora frammentato, soprattutto per quanto riguarda le minorenni. Le azioni successive della campagna saranno dedicate anche a colmare queste lacune.
In occasione dell’8 marzo, UNICEF Italia lancia la campagna "Non restare in silenzio" per contrastare la violenza sulle ragazze e promuovere il numero gratuito 1522.
La campagna è rivolta in particolare alle adolescenti: nelle relazioni affettive il rischio è che abuso e violenza psicologica o fisica vengano normalizzati o romanticizzati.
Restare in silenzio o isolarsi può già rappresentare una situazione di pericolo.
È importante riconoscere i segnali: controllo, paura, soggezione, gelosia ossessiva, isolamento sociale, fino alla violenza fisica.
“ La violenza ti toglie la voce, ti fa sentire gli altri lontani e intacca la tua quotidianità, mettendo in discussione anche le azioni più semplici. È normale avere paura, ed è difficile trovare il coraggio.
Ma è proprio riconoscendo quella paura e facendo leva sul nostro coraggio che possiamo trovare la forza di non restare in silenzio, di aprirci alle persone di fiducia e di parlare. Chiedere aiuto è il primo passo per riprendersi la propria voce. ”
Alessia Orro, pallavolista, sostiene la campagna dell'UNICEF
Gli stereotipi rafforzano le dinamiche discriminatorie, soprattutto quando l'autonomia di una donna mette in discussione ruoli di genere ancora radicati.
La violenza si previene prima che accada.
Educare significa imparare a riconoscere gli stereotipi, rispettare l'autonomia dell'altro e costruire relazioni fondate sul rispetto, sulla libertà, sul consenso e sulla reciprocità.
L'UNICEF promuove un'educazione alla parità di genere, contro ogni stereotipo e ruolo imposto, affinché ogni bambina e ogni bambino possano crescere liberi di essere sé stessi e di realizzare il proprio potenziale.
L'educazione alla parità di genere è presente in ogni proposta educativa dell'UNICEF Italia, nella convinzione che i diritti umani di donne e bambine siano parte integrante, inalienabile e indivisibile dei diritti umani universali.
L'UNICEF Italia lavora con le istituzioni affinché leggi e politiche sulle pari opportunità siano coerenti con le Convenzioni ONU sui diritti umani e con le raccomandazioni rivolte al nostro Paese.